La casa rossa

Il 5 dicembre 2007 la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia ha dichiarato Casa Rossa bene di interesse storico-artistico, sottoposto alle tutele del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n.42.

Casa Rossa non è un unicum dell’internamento di ebrei in Puglia, né della permanenza di displaced persons nel lungo dopoguerra: è però un caso isolato in Italia e tra i pochi nel mondo di struttura di deportazione, e quindi di luogo della memoria, di lunga durata: dieci anni. Qui furono scaricati su popolazioni civili, e in particolare su donne, bambini, oppositori politici, professionisti e intellettuali, i costi della guerra e del dopoguerra e quelli della riscrittura della carta geopolitica dell’Europa, in termini di mobilitazione, sradicamento di popolazioni, privazione di ogni diritto e dignità, oltre che degli elementari beni della vita quotidiana.
La varietà di nazionalità, di culture e di religioni degli uomini e delle donne reclusi per così tanti anni a Casa Rossa, a causa delle oppressioni totalitarie ma anche dell’intolleranza per ogni diversità, fa’ sì che essa possa essere proposta non solo come Museo-Memoriale della Shoah nel Mezzogiorno, anche a fronte della scomparsa o trasformazione di simili luoghi della memoria nel Sud, a prevalente connotazione didattica, ma anche come Centro della Pace e del Dialogo Interculturale tra l’Europa e il Mediterraneo, contro tutte le deportazioni, le discriminazioni e tutte le guerre. Non è un caso che questo luogo di incontro di civiltà e di culture si trovi nella meravigliosa città di Alberobello, patrimonio Unesco dell’Umanità.

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