La casa rossa


Con D.P.R. n. 920 del 10 giugno 1969
, firmato dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e controfirmato dal ministro della Pubblica Istruzione, Mario Ferrari Aggradi, fu approvato il nuovo Statuto della Fondazione Gigante, che sancisce la trasformazione in fondazione scolastica, già avvenuta di fatto dal 1958 con l’assunzione della denominazione di Centro Studi per l’Agricoltura – Fondazione Francesco Gigante di Alberobello.

Dal 23 gennaio 1970
la Casa di Rieducazione Minorenni presso la Casa Rossa assunse la denominazione di Centro Giovanile Francesco Gigante.
L’undici ottobre 1971 la Fondazione Gigante approvò due convenzioni con il Ministero di Grazia e Giustizia per la gestione di due corsi di preorientamento professionale e di animazione culturale per i mesi di novembre e di dicembre del 1971, da tenere presso la Casa Rieducazione Minorenni di Alberobello nella Casa Rossa e presso l’Istituto Nicola Fornelli di Bari.

Il 10 gennaio del 1979 l’Ente Meridionale di Cultura Popolare e d’Educazione Professionale di Bari chiese l’uso dei locali di Casa Rossa, per ospitare gli allievi ammessi alla frequenza del corso per trullari.
Il 21 febbraio 2001 Elisa Springer, famosa sopravvissuta ad Auschwitz, visitò la Casa Rossa e dichiarò: «non posso ammettere che questa struttura diventi un posto di divertimento perché è stato comunque un luogo di sofferenza. Provo una certa emozione, perché campi come questo sono stati il trampolino per campi più grossi e poi per i veri e propri lager. Penso a quanta gente è stata qui e poi ha perso la vita. Mi oppongo a questi tentativi di distruggere la memoria. Dobbiamo fare di tutto perché questo campo rimanga in vita».
L’undici novembre 2002, l’Associazione ebraica Keren Kayemeth Leisrael fece dono al Comune di Alberobello di un ulivo proveniente dalle colline di Gerusalemme, che fu messo a dimora in un’aiuola del Belvedere di Piazza Giangirolamo, nei pressi della chiesa di santa Lucia, con una targa con questa scritta in italiano e in ebraico: «Ulivo delle colline di Gerusalemme al Comune di Alberobello per l’ospitalità offerta dai suoi cittadini durante le persecuzioni razziali. Dono del Keren Kayemeth Leisrael». Il dottor Sapir recitò la preghiera ebraica per la piantagione di alberi e fu eseguito, per la prima volta in pubblico, il valzer-rondò Felicità, composto nel 1941 ad Alberobello dall’ebreo Charles Abeles in onore del proprio padrino cattolico, Francesco Nardone. Questa piccola targa è l’unica traccia oggi riconoscibile in tutta la Puglia delle persecuzioni antiebraiche nel territorio regionale, durante la dittatura fascista.

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